maggio 24 2008

SOLITA STORIA

Ceres una volta, ma anche più d'una.

maggio 23 2008

DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata, ma a volte è un dito in un occhio.

maggio 19 2008

CAPITONE

Se qualcuno facesse un labirinto intricato e brutto e ti ci mettesse dentro e poi passasse il tempo a ricordarti che non riesci a trovare l'uscita e che questa uscita da qualche parte sta o forse va solo costruita e quanto sarebbe bello avere l'uscita, si penserebbe ad un sadismo di basso livello e pure un po' idiota.

E' quello che è avvenuto a Roma da sempre: quartieri fatti male, spesso nati da un caos di permessi traditi e senza criteri omogenei, senza servizi essenziali; piani regolatori per facilitare i palazzinari che aumentano il cemento edificato senza equilibrare il tutto con strade adeguate o giusta distribuzione delle funzioni; le istituzioni consentono a pochi privati grossi affari e ne fanno, per contro, di personalistici e dopo la mangiatoia elettorale o affaristica non attuano il decentramento, non si avocano almeno una parte destinata all'edilizia popolare, non generano plus valore per la città, non portano i mezzi di trasporto pubblico, non si preoccupano di servire con adeguati indotti commerciali lasciando tutto in pasto ai mega centri, non tutelano le necessità familiari con asili o parchi attrezzati e non si preoccupano dell'eventuale abulia che porta al degrado e alla microdelinquenza. No.

Il tutto ovviamente in una città che ha un mercato immobiliare drogato dalle speculazioni frutto del reinvestimento di quei capitali che o sono rientrati dall'estero con le sanatorie o sono stati svincolati dalle borse prima dei vari crolli e crolletti. Chissà perché c'è sempre qualcuno che sa prima le notizie.

E poi, i reggenti di queste istituzioni, a turno, a seconda delle convenienze e delle amministrazioni in carica, ti ricordano che la città non è sicura, che non è bella, che non c'è abbastanza cultura, che il verde è importante, che la salute è falcidiata dallo smog.

Ti ricordano tutto quello che i cittadini hanno dovuto subire come fosse un male caduto dal cielo. Ti dicono che in fondo è colpa dei rom, i quali assieme alla criminalità ordinaria non sono certo esenti da colpe, ma che hanno chiare responsabilità di ordine pubblico, prevedibili e non tamponate con la prevenzione reale e l'integrazione dei minori ad esempio. Non è che abbiano un piano culturale invincibile messo in atto da secoli per conquistare Roma nel 2030. E pure la base di partenza della riflessione etnica è risibile. Faccio un'ipotesi: non è che un certo giro di criminalità sia prezzolata e gestita da un'italianissima malavita che fa fare la manovalanza a terzi? No? Così per dire ovviamente. Quandanche non fosse così non sarà ch eun paese in cui nulla è certo è endemicamente attraente per chiunque delinqua e se sta per la strada è solo più evidente e socialmente più sgradevole di quello che manovra azioni o fondi pensioni e via discorrendo?

Fanno questo: ti ricordano che sei uno zero che deve consumare e vivere nel timore che quel che ha gli sia tolto, in modo che ne consumi, se è il caso, anche più del necessario. 

Nessuno cita mai quali mani hanno volutamente resettato il contatore della dignità.

DIALOGHI IMPROBABILI

-Non ho novità da raccontarti

-Vabeh. Anche una cosa poco usata se vuoi

maggio 11 2008

STRESS

Forza. C'è da ribellarsi contro il vuoto spinto in cui vorrebbero collocarci, un morbidoso e idiotissimo vuoto a perdere. Questione culturale e dunque ben più politica della politica nostrana. L'Italia è il paese del malaffare in cui nessuno paga. E' per questo che è considerato un buon approdo per la delinquenza comune. Non è un fatto di emigrazione o cazzate relative alla necessità e bla bla. E' che non abbiamo il senso della vergogna. Tutti cercano una svolta, una svoltina, una svoltuccia. E' questo che hanno insegnato e praticato. Mi sono rotto. Rompiamoci le palle tutti insieme. Pretendiamo più serietà su, basta poco, basta uscire dall'ilusione di massa, da questa specie di ipnosi collettiva in cui dovrebbe andarci tutto bene perché è così che va il mondo, salvo scoprire poi che è solo il nostro piccolo e ottuso mondo ad andare come si sostiene.  E dai, su su, e rompiamoci le palle una volta tanto in maniera non nichilista.

NOSTALGIA

Rivoglio il mio Whammy rosso

SEMINA

Come altre mattine
sono morto
sui miei passi
che ben conosci
sulle lame
lasciate in piedi
e altri generi
d'impegno distruttivo

Così violento lo schianto
da non lasciare adito a dubbi
E' questo il modo in cui
da sempre abbatto muri

Non c'è tempo per le lacrime
ho una resurrezione da fare