POMERIGGIO
Con una speciale perlustrazione tattile che simula la sublime noncuranza Simone sfiora la costola del libro che ha quasi deciso di comperare. Lo tocca delicatamente per avvertirlo che sarà preso, per sentire se c'è una reazione nell'inanimato che gli comunichi la sua resa incondizionata. Cerca un erotismo impossibile con l'inerte. Ha un titolo breve ed evocativo in un'edizione minimale che è poi quello che formalmente lo attira di più. Così si aggroviglia mentalmente sulla preda come farebbe un serpente che si appresti ad ingoiarla ed è colpito dai colori delle copertine degli altri testi assiepati sugli scaffali.
Si chiede se questo luogo sia una macelleria cartacea o uno di quei diabolici trabocchetti per l'impazzimento facile e rapido, un posto dove avere la sensazione di poter avere tutto e di desiderare niente se non una tregua con l'acquisto finale. Lenire un vuoto interiore. Le facce di chi si aggira sono quelle di chi potrebbe d'un tratto ordinare le pagine a etti e niente più. Anche se la rossa che si deforma in sorrisetti nel reparto poesia deve essere di quelle che sanno tutto del novecento e usano profumi neutri perché sia neutro il mondo con lei. Un uomo magro, alto, occhiali vistosi, abbronzato in gennaio, sta pensoso sul catalogo di design ma dev'essere più interessato alla pubblicazione di lusso sulla storia di Playboy. E' fin troppo evidente che ha uno strabismo strategico per le conigliette. Lieve senso di distacco. Piccola rottura giudicante.
Simone è un nevrotico, che lo sia è cosa pacifica che ha bene imparato ad accettare e capire. La sua natura di nevrotico che serra i denti di piacere se c'è qualcosa da capire più che da vivere, lo fa sembrare di volta in volta un essere anfibio, un bradipo, un chirurgo, una lente per ingrandire, un congelatore, una matita con la grafite molle e molte altre cose che non assomigliano a nulla di strettamente umano e familiare con la condiscendenza. La sua educazione che si è nutrita nella classe media ancora dialogante coi rituali, lo fa sentire in parziale conflitto: smonta il contesto, lo comprende, lo rigira ne osserva i panni sporchi, ma poi non dà il taglio finale. Non sa dove sezionare il corpo morto e se ne va in setticemia emotiva ogni qual volta si accorge del gioco.
In tante indagini sulle scene del delitto non fa altro che ritrovare le sue impronte, e sono ovunque e sono identiche a quelle del colpevole. Il suo è un passato da geniale perdente innamorato delle sconfitte, specie di quelle con onore. Hanno sempre un che di assurdamente riabilitativo nel loro manifestarsi anche quando segnano una piccola rovina. Simone allora accarezza in maniera sempre più cosciente il suo libro, pensa di trovarsi in un tempio in cui il lucore sia dato dagli involucri più che dai desideri e arriva a disprezzare chi si aggira tra i reparti. Nello stesso momento in cui si ordinano logicamente questi brevi atti di distacco e la sua dentatura si comprime, sente interiormente di farne completamente parte, di essere ingiusto e presuntuoso. La nevrosi gli alza la pressione e l'onda del disprezzo gli bagna i piedi tornando al punto da cui era partita.
Esce dalla mega libreria del centro, è infastidito. Ha lasciato le sue impronte anche lì e ha già la delusione mista al rimpianto per non aver acquistato nulla. Decide di tornare verso casa confrontando i prezzi dello stesso modello di scarpe in tutti i negozi di articoli sportivi che incontra sul suo percorso anche se non ha bisogno di scarpe di gomma. Ci sono buone probabilità che torni a fare la stessa cosa nei prossimi giorni fino a quando troverà il coraggio di prendere quel libro.




