QUALCUNO LO DICA
Facciamo confessione o penitenza? Confessione, confessione. E vada per la confessione allora. La confessione è che le imminenti elezioni politiche sono state ideate per ricontare gli elettori partecipanti e verificare come si distribuiranno partito per partito, area per area, senza modificare la legge elettorale. In pratica è un grande esperimento di illusionismo proporzionale in tempi di maggioritario. Ne consegue che i litigi nei poli sono finti e le divisioni solo funzionali a dare la sensazione a chi dovesse votare che esistono delle identità.
La politica italiana aveva fatto scempio del concetto di partito con valori e ideali e aveva promosso (come sempre d'altronde) trasformismo e misero attaccamento alle poltroncine. Lo dico senza accenti populistici nè tentazione qualunquistica. E' una constatazione in consdierazione dell'uso - abuso del diritto di formare gruppi parlamentari. E poi è sotto gli occhi di tutti che i governi che si sono avvicendati hanno ben praticato l'arte di non assumere e promuovere decisioni in settori delicati.
Peccato che le cose ora vadano un po' peggio a livello economico e forse un'elezione dalla quale non uscirà un vincitore chiaro è una manna per tutti. Ci sarà forse un governo tecnico per le sorti del paese? Ottimo. I fascisti e i comunisti, i centristi, i laici, i socialisti persino gli extraparlamentari, nel grande gioco e commedia spettacolare della politica italiana potranno continuare a mantere il proprio ruolo senza compromettersi in prima persona in decisioni che saranno motivate dal senso "del bene del paese".
La penitenza è votare e pagare con i soldi pubblici il carrozzone.
Tra gli obiettivi accessori amiamo ivi ricordare le ipotesi di fanta democrazia che tanto rallegrano il giuovine: togliersi dalle palle Berlusconi in maniera motivata anche da destra. Rifare la D.C in blocco e in un paio di pomeriggi. Avere un doppio finanziamento ai partiti nel giro di due anni. Non essere costretti a modificare in senso più democratico l'assetto radiotelevisivo e il mondo del lavoro.
Berlusconi è un imprenditore e meglio di lui parlano i suoi scontrini. Non solletica la fantasia di nessuno il fatto che in questa campagna elettorale ha investito meno (molto meno) delle precedenti in termini di immagine e spot e spazi pubblicitari? No? Non vi dice nulla?
Ma Veltroni non doveva emigrare in Africa tra l'altro?
Ma Fini non aveva litigato col Berlusca?
Ma Casini non sta facendo quello che fece Follini poi passato al P.D?
Ma la Lega non era separatista?
Ma Bertinotti non è stato un quieto presidente della Camera?
Ma le missioni militari all'estero non l'hanno votate tutti?
Seguono altre innumerevoli curiosità.
Zaccaria alle ore
01:47 |
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